Pianificare la ristrutturazione di una casa o il rifacimento dell'impianto di riscaldamento significa oggi fare i conti con norme ambientali sempre più attente all'efficienza e alla sostenibilità. A partire dal 3 agosto 2026, in Italia sono scattate le nuove disposizioni per le energie rinnovabili negli edifici introdotte dal Decreto Legislativo 9 gennaio 2026, n. 5.
Questo decreto, che recepisce la Direttiva europea RED III, ha aggiornato le regole sull'obbligo di integrazione delle fonti energetiche rinnovabili negli edifici.
In questo articolo spieghiamo in parole semplici cosa stabilisce la legge, perché la legna e pellet rappresentano una risorsa fondamentale per raggiungere le quote richieste e come Ronchiato Legna può affiancarti nella scelta del generatore e del combustibile giusto.
Il D.Lgs. 5/2026 modifica l'Allegato III del precedente D.Lgs. 199/2021. Se in passato i vincoli più stringenti sulle energie rinnovabili riguardavano principalmente le nuove costruzioni, la novità fondamentale entrata in vigore ad agosto 2026 riguarda l'estensione degli obblighi anche alle ristrutturazioni importanti di secondo livello e al rifacimento degli impianti termici.
Questo significa che anche chi effettua lavori di ammodernamento sulla propria abitazione esistente deve garantire che una quota significativa dell'energia utilizzata per riscaldare la casa provenga da fonti pulite e rinnovabili.
La normativa distingue quattro principali categorie di intervento edilizio ed impiantistico, ciascuna con specifiche percentuali d'obbligo:
(Nota: per gli edifici pubblici le percentuali indicate sono maggiorate di un ulteriore 5%).
Per capire come stufe, caminetti e caldaie a biomassa aiutano a rispettare la legge, occorre guardare al fattore di conversione in energia primaria rinnovabile (\(f_{P,ren}\)) stabilito dai decreti ministeriali legati ai requisiti minimi degli edifici.
Alla biomassa solida (legna da ardere, pellet, cippato) viene attribuito un valore \(f_{P,ren} = 0,80\). In parole semplici: l'80% dell'energia prodotta dalla combustione della legna o del pellet viene convenzionalmente conteggiata come fonte rinnovabile ai fini dei calcoli di prestazione energetica dell'immobile. Il restante 20% rappresenta la componente convenzionalmente considerata non rinnovabile.
Per fare un confronto, l'energia elettrica prelevata dalla rete ha un fattore di conversione rinnovabile convenzionale pari a \(f_{P,ren} = 0,47\). Ciò rende i generatori di calore a biomassa estremamente performanti per soddisfare le quote previste dalla legge.
Un aspetto pratico molto importante riguarda la definizione dei lavori:
La legge nazionale stabilisce il quadro generale, ma recepisce anche le tutele per la qualità dell'aria nei territori del Bacino Padano (come Veneto, Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna). In alcune zone e regioni esistono regolamentazioni locali specifiche che, per l'energia rinnovabile negli edifici, richiedono l'utilizzo di generatori a biomassa di ultima generazione e ad altissima efficienza (classificati con elevate stelle prestazionali).
Affrontare una ristrutturazione o l'ammodernamento dell'impianto richiede competenze tecniche aggiornate. Ronchiato Legna, con sede a Ceggia (Venezia), opera da anni come punto di riferimento nel territorio veneto per il riscaldamento sostenibile a biomassa.
Partner dell'associazione AIEL (Associazione Italiana Energie Agroforestali), l'azienda affianca i propri clienti con un servizio completo:
Scegliere un impianto a biomassa moderno e alimentarlo con legna o pellet certificato permette di rispettare gli obblighi di legge sulle fonti rinnovabili, ridurre i costi in bolletta e migliorare il comfort della propria casa.
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Noi di Ronchiato Legna, azienda di Ceggia (in provincia di Venezia) ci occupiamo della commercializzazione di pellet, legna e stufe da più di 30 anni. Per questa ragione potrai confrontarti con noi per avere un suggerimento in merito a legna, pellet e stufe per fare la scelta migliore. Contattaci a questo
A partire dal 3 agosto 2026, le nuove disposizioni introdotte dal D.Lgs. 5/2026 estendono l'obbligo di integrare fonti di energia rinnovabile non solo alle nuove costruzioni, ma anche alle ristrutturazioni importanti di secondo livello e al rifacimento degli impianti termici.
Nel caso in cui tu proceda con una vera e propria ristrutturazione dell'impianto termico (modifica sostanziale dei sistemi di produzione e distribuzione), scatta l'obbligo di coprire almeno il 15% dei consumi di climatizzazione tramite energie rinnovabili. Se, invece, sostituisci semplicemente una vecchia caldaia o installi una stufa senza modificare la rete di distribuzione, l'intervento si classifica come riqualificazione energetica senza far scattare questo obbligo specifico.
Perché alla biomassa solida viene attribuito un altissimo fattore di conversione in energia primaria rinnovabile, pari a 0,80. Questo significa, in parole semplici, che ben l'80% dell'energia prodotta dalla combustione di legna o pellet viene conteggiata come fonte rinnovabile ai fini della prestazione energetica dell'immobile.
No, nelle regioni del Bacino Padano (Veneto, Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna) esistono tutele per la qualità dell'aria e regolamentazioni locali specifiche. È richiesto l'utilizzo di generatori a biomassa di ultima generazione, ad altissima efficienza e classificati con elevate stelle prestazionali.
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