Ridurre le emissioni: il riscaldamento a biomasse può fare la differenza?

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La nostra epoca è caratterizzata dall'uso dei combustibili fossili per produrre energia, i quali, oltre ad essere esauribili, producono un impatto negativo sull'ambiente. Per combattere il riscaldamento globale, è necessario passare da energie fossili a fonti di energia rinnovabile.

A capo di questo cambiamento è l'Europa che, secondo il quadro per il clima e l'energia adottato dal Consiglio Europeo nell'ottobre 2014 e poi modificato nel 2018, aspira a raggiungere almeno il 32% di energia proveniente da fonti rinnovabili entro il 2030.

Tra i Paesi Europei, l'Italia occupa il 3° posto in termini di consumi di energia da fonti rinnovabili, raggiungendo già nel 2017 l'obiettivo fissato dalla Direttiva 2009/28/CE per il 2020.

Secondo Eurostat, l'Ufficio statistico dell'Unione Europea, tra il 2004 e il 2017, il consumo di energia da fonti rinnovabili nell'UE per i settori termico, elettrico e dei trasporti è raddoppiato.

Dal rapporto statistico 2018 del GSE (Gestore dei Servizi Energetici) inoltre, si evince che, per quanto riguarda il riscaldamento, il 19,2% dei consumi energetici proviene da fonti di energia rinnovabili.

Le biomasse solide, come legna da ardere, cippato e pellet, giocano un ruolo fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi posti dal consiglio Europeo per le rinnovabili da conseguire entro il 2030.

Per il settore termico infatti, la fonte rinnovabile principale è la biomassa solida, utilizzata soprattutto nel settore domestico.

I vantaggi della combustione da biomasse

Utilizzare il legno per il riscaldamento riduce il nostro impatto ecologico. Di fatto, la CO² emessa durante la combustione corrisponde alle quantità captate durante la crescita vegetativa dell'albero. Le quantità emesse quindi sono controbilanciate dalla crescita forestale.

Utilizzando materiali naturali per fornire energia, si riduce la dipendenza da fonti energetiche non rinnovabili come carbone, gas e petrolio. Tale contributo però è spesso minato dall'utilizzo di caminetti e stufe obsoleti e poco efficienti. Per ridurre le emissioni è dunque fondamentale la rottamazione delle vecchie stufe, da sostituire con apparecchi a legna e pellet di nuova generazione.

Rispetto alle altre fonti energetiche inoltre, le biomasse legnose sono di facile reperimento ed hanno prezzi contenuti.

Infine, l'incremento della produzione di biomasse vegetali è per l'Italia particolarmente importante in quanto, stimolando il rimboschimento e la manutenzione dei boschi, contribuisce a salvaguardare l'equilibrio idrogeologico del territorio.

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